A Carmagnola una raccolta fondi per salvare la Chiesa e il complesso di Sant’Agostino

Campagna di civic crowdfunding che la Città di Carmagnola ha deciso di avviare per riaprire al pubblico la Chiesa di Sant’Agostino, monumento nazionale attualmente inaccessibile per motivi di sicurezza. Un primo passo verso il recupero di un importante patrimonio della città piemontese e del nostro Paese che non verrà destinato al culto religioso ma ad altre attività ed iniziative per la collettività.

La Chiesa e il  complesso di Sant’Agostino sono un  monumento nazionale.
La chiesa e il suo campanile sono stati dichiarati Monumento Nazionale con vincolo monumentale attribuito  attraverso nota Ministeriale del 6 aprile 1910 e sono inaccessibili al pubblico dal 2014 per motivi di sicurezza.

Edificata tra il 1406 e il 1437 con abside, lato est e campanile di marcata connotazione gotica, l’interno presenta evidenti sovrapposizioni barocche e la facciata, già modificata nel XVI secolo, è attualmente quella ridisegnata dai restauri del 1835, con due trofei in muratura dedicati al santo titolare e a Francesco Bussone.

Di gran pregio sono il coro ligneo quattrocentesco, restaurato nel 1999, e l’altare maggiore realizzato nel 1612 in marmo scolpito con intarsi in marmi policromi e bronzo dorato, sormontato da un baldacchino barocco e circondato da una ricca balaustra di marmi.
Della costruzione originale si sono conservati l’abside pentagonale e il campanile a monofore, alto 45 m, diviso in sei piani e concluso da una cuspide ottagonale alta 13 m, rivestita da mattoni a unghia di cavallo e ornata alla base da quattro pinnacoli.
L’interno è stato alterato dai rimaneggiamenti del XVII e XIX secolo, quando fu aggiunta una quarta navata e allestite una serie di cappelle, nonostante sia ancora leggibile la struttura gotica a tre navate su colonne a fascio.
Sulle pareti si possono ammirare resti di affreschi quattro/cinquecenteschi, cui si sono sovrapposti gli altari cantoria in stile rinascimentale.
La chiesa si inserisce in un complesso, già convento degli Agostiniani, di cui un’ala fu abbattuta nel XIX secolo per ricavare l’;attuale piazza Berti. La parte superstite dell’antico convento è ora sede del liceo Baldessano, mentre l’edificio ottocentesco sorto a delimitare piazza Berti non è al momento utilizzato.

Lungo le pareti del corridoio che porta al Liceo si trovano un’elegante bifora a sesto acuto (murata), iscrizioni, stemmi nobiliari, una stele funeraria romana del I secolo d.C. ed una lastra tombale del tardo Quattrocento scolpita da Amedeo di Francesco da Settignano, detto anche Meo del Caprino, per Giacomo di Tornabula, condottiero scozzese morto a Carmagnola mentre rientrava dalla spedizione di Carlo VIII di Francia.

Carmagnola, la Fiera del Peperone e il patrimonio culturale, storico e architettonico della Città
I primi cenni documentali sulla città di Carmagnola risalgono all’anno Mille. Nel XII secolo si imposero sul territorio i marchesi di Saluzzo che dominarono sino alla metà del Cinquecento edificandovi il castello e dando un grande impulso ai commerci e alla vita culturale e artistica. In seguito alla decadenza del marchesato, la città venne contesa tra francesi e Savoia fino al 1691, quando Vittorio Amedeo II la portò definitivamente dentro l’orbita sabauda. Da allora la città perse il suo ruolo militare e sviluppò la sua vocazione agricola, legata principalmente alla coltura e alla commercializzazione della canapa e, da circa un secolo, del peperone.

Nei tempi moderni, Carmagnola è da molti conosciuta per la storica Fiera Nazionale del Peperone.
Giunta nel 2019 alla 70^ edizione, è una delle più grandi e qualificate manifestazioni italiane nel settore dell’enogastronomia, la più grande dedicata a un prodotto agricolo, che propone ogni anno 10 giorni di eventi gastronomici, culturali e artistici con esperienze creative e coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le fasce di età. La Fiera attrae visitatori da molte parti d’Italia, ogni anno più numerosi, anche perché costituisce la porta d’accesso ad un mondo
di tradizioni, valori, sapori e conoscenze che compongono la vasta cultura del territorio carmagnolese.

Molti eventi, mostre ed allestimenti organizzati durante l’anno puntano a far conoscere e a valorizzare il  grande patrimonio architettonico e culturale della città di cui fanno parte il Castello che ospita la sede del Comune (edificato nel XII sec.), Palazzo Lomellini (1600) – Civica Galleria di Arte Contemporanea, l’affascinante Abbazia Santa Maria Assunta di Casanova (XII sec.) con chiesa, monastero e cripta di grande valore storico, il Ghetto Ebraico e la Sinagoga, l’antica dimora Casa Cavassa (1400), molte chiese antiche e numerosi musei tra i quali l’Ecomuseo della cultura della lavorazione della Canapa, il Museo Civico Navale e il Museo Tipografico Rondani.

Una città ricca di storia, di mercati e di manifestazioni tradizionali legate alla cultura popolare locale in cui è bello
passeggiare per ore, non solo in occasione della Fiera Nazionale del Peperone.

La campagna sarà online dal giorno stesso della presentazione sulla piattaforma DeRev all’indirizzo www.derev.com/carmagnola-santagostino

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