Con Alpitour nella baia di Tindari

Probabilmente Tindari vi suona familiare grazie a Montalbano: il commissario più celebre d’Italia, o forse del mondo, abita in un’altra zona della Sicilia ma il suo autore, Andrea Camilleri, ha scelto di intitolare il quinto libro dedicato alle indagini di Montalbano ‘Gita a Tindari’.

Perché qui, in una città fondata nel 396 a.C. da Dionisio di Siracusa e chiamata Tindaro in onore del re di Sparta, padre di Elena, la cui bellezza scatenò la guerra di Troia, si trova il santuario che ospita la statua della Madonna nera, meta oggi, per l’appunto, di numerose gite.

Eppure più che una veloce toccata e fuga in giornata, Tindari e il suo territorio, dalle spiagge alle fioriture dei monti Nebrodi, meritano un vero e proprio viaggio.

Dalla Magna Grecia al Festival
Accoccolata di fronte alle isole Eolie e con l’Etna alle spalle, venire qui in vacanza significa tornare indietro nel tempo all’epoca della Magna Grecia. A due passi dal santuario, infatti, ci sono i resti archeologici dell’antica Tindari, che includono anche il teatro del IV secolo a.C., dove si svolge da ben 62 anni il Tindari Festival: immaginate come può essere guardare uno spettacolo di danza, musica o teatrale seduti negli stessi posti creati quattrocento anni prima della nascita di Cristo!

La Riserva naturale dei Laghetti di Marinello
Quattrocento ettari di zona lagunare, una distesa di piccoli laghetti salmastri affacciati sul Tirreno: la Riserva naturale dei Laghetti di Marinello è ben visibile anche dal Santuario di Tindari. A seconda della stagione e delle maree troverete più o meno pozze d’acqua, ma è l’impatto d’insieme che vi colpirà perché si tratta di un paesaggio bianco, verde e blu, dove vive una fauna specifica costituita da molluschi, vongole e uccelli, tra i profumi della macchia mediterranea, il mirto, i capperi e i fichi d’India.

La nostalgia di Quasimodo
TindariLa dolcezza del territorio di Tindari è stata celebrata da uno dei più grandi poeti italiani del Novecento: Salvatore Quasimodo incluse infatti nella sua prima raccolta poetica del 1929 anche ‘Vento a Tindari’, poesia che evoca in modo immediato la bellezza del luogo.

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

HIGHLIGHTS
– Come nel titolo del famoso libro di Andrea Camilleri, andate ad assaggiare gli arancini, magari con il cuore di pistacchio
– Altra specialità gastronomica irrinunciabile sono gli involtini o le braciole di pesce spada  da accompagnare con del buon vino bianco fresco
– Tra maggio e giugno, non perdete la fioritura dei capperi. Fate caso ai bellissimi fiori violetti che punteggiano cespugli e muretti

Oriana Davini  lilimadeleine.com

Bravo TindariBRAVO BAIA DI TINDARI

La struttura del Bravo Baia di Tindari, posizionato direttamente sul mare, dista una decina di chilometri dalla celebre rocca di Tindari, dagli altrettanto famosi scavi archeologici e dai laghetti di Marinello, che danno origine a spettacolari lingue di sabbia.
Sono sufficienti questi elementi per capire la bellezza della natura che circonda il villaggio.

A partire da € 1.208

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