Bibione: anche per la stagione 2018 sarà vietato fumare in spiaggia

Tra le prime località turistiche italiane per numero di presenze la località di Bibione in  provincia di Venezia  è pronta a fare un nuovo e importante passo in materia di fumo in spiaggia per la salvaguardia ambientale e della salute.

Per la stagione balneare 2018, dopo alcuni anni di  sperimenti,  la sigaretta continuerà a essere bandita sulla battigia ovvero dalla prima fila di ombrelloni e fino al mare applicando  un divieto definitivo valido su tutti gli otto chilometri di spiaggia.

In particolare, sotto l’ombrellone,  niente divieti, ma un vero e proprio patto con i turisti e l’invito a non fumare nel rispetto delle persone e dell’importante patrimonio verde che circonda la località turistica veneta. Una  sfida che sarà sostenuta da una campagna informativa nella località e sensibilizzazione mediatica internazionale e dall’ottimismo di amministrazione comunale e operatori che hanno già verificato come i turisti possano essere collaborativi, superando,  a volte,  le migliori aspettative.

Con lo slogan ‘Respira il mare’ ,  nome del progetto originario avviato dall’amministrazione in collaborazione con tutti gli operatori e gli enti coinvolti sul territorio dopo avere fatto guadagnare a Bibione il titolo di prima spiaggia d’Italia libera dal fumo, si rimette in gioco insieme ai suoi ospiti per diffondere una cultura fondata sul rispetto,

come dichiarato da  Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento, comune a cui appartiene Bibione: ‘Siamo stati i primi a vietare il fumo in spiaggia ricevendo molta collaborazione da parte di tutti, fumatori compresi, pertanto ci ha convinti  di allargare questa esperienza positiva in un modo spontaneo e non obbligatorio, evitando controlli e imposizioni che non fanno piacere a nessuno. Noi siamo fiduciosi”.

“Bibione – sostiene  il sindaco – è una località con uno straordinario patrimonio naturale e una dichiarata cultura del rispetto ambientale. Una spiaggia senza fumo è un vantaggio per tutti e l’obiettivo che ci  siamo posti è giunto al traguardo” .

In  pratica e in attesa di scoprire con quali strumenti si inviteranno i turisti a non fumare sotto l’ombrellone, sulla battigia rimarrà attivo il divieto con relative sanzioni. Per accendersi una sigaretta ci saranno comunque i bar all’aperto che non saranno  interessati dal provvedimento.  (c.t.)

La lungimiranza del progetto ‘Respira il mare’ si comprende anche dall’attenzione e dal sostegno ottenuti da OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Ministero della Salute, Regione Veneto, Asl 10 e Istituto Nazionale Tumori. Proprio uno studio di quest’ultimo – condotto nel 2015 da un gruppo di lavoro guidato dal dott. Roberto Boffi – ha evidenziato che il fumo passivo esiste anche in spiaggia ed è tutt’altro che trascurabile: a circa 10 metri di distanza e con una velocità media del vento di 2,7 m/sec, si generano picchi molto elevati di inquinamento (250 microgrammi/mc), che si verificano contemporaneamente alla percezione olfattiva. Pur durando solo pochi secondi, questi picchi sono di uno o due ordini di grandezza superiori non solo a livello basale della spiaggia, ma anche a quello generato dal traffico alla rotonda di ingresso della località, una zona a elevato traffico veicolare. Il valore medio di Black Carbon (indicatore della presenza di idrocarburi policiclici aromatici, molti dei quali tossici e cancerogeni), dall’inizio alla fine delle fumate è stato di 7,4 microgrammi/mc contro il 2,1 alla rotonda succitata e 1,8 del basale della spiaggia.

Il fumo provoca danni non solo per la salute delle persone, ma anche all’ambiente sia per i mozziconi lasciati sulla sabbia sia per quelli che finiscono in acqua. Anche il Codacons – coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – si è detto preoccupato degli effetti del fumo in riva al mare e indicato la spiaggia veneta come modello da seguire.

Carlo Torriani

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