Il Salento terra dei Messapi visitato da giornalisti italiani e stranieri

Nel 51mo educational progettato e organizzato dalla dottoressa Carmen Mancarella, direttrice responsabile del giornale Spiagge (www.mediterraneantourism.it) 18 giornalisti italiani, francesi e italo tedeschi provenienti da Milano, Roma, Vicenza, Parigi, Lione e Berlino sono stati ospiti del Comune di Melendugno grazie al Bando Ospitalità della Regione.

Il Comune di Melendugno ha infatti partecipato e vinto un Bando della Regione Puglia, Assessorato alle Industrie Turistiche, per realizzare un educational tour, nell’ambito del Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-20120, Asse VI, Azione 6.8.

I giornalisti hanno incontrato una delle popolazioni tra le  più antiche  italiche in Puglia:  i Messapi, che fin dall’anno 1000 A.C. assieme a Calabri e Salentini occuparono la Penisola Salentina . Secondo alcune fonti questa popolazione deriva il nome da Messapo, eroe beota, emigrato in Italia meridionale, secondo altre  Messapia significa Terra in mezzo a due mari lo Ionio e l’Adriatico. Non si conosce l’esatta provenienza dei Messapi: forse erano immigrati dall’Illiria agli inizi del 1° millennio A.C. o forse provenivano dall’Asia Minore.

La documentazione archeologica mostra l’esistenza, già alla fine del 9° sec. a.C., di rapporti con il mondo greco attestati dal rinvenimento di ceramiche di sicura importazione dalla Grecia che influenzarono lo stile della ceramica locale, rinvenute nelle tombe dove l’inumazione avveniva in posizione rannicchiata nei tempi più antichi e distesa in tempi più recenti.

Con la fondazione Taranto avvenuta per opera degli Spartani nel 706-705 A.C., si allaccia un momento importante nella relazione con i Greci e la loro cultura che segna l’emergere di una forte identità messapica. La strutturazione etnica e culturale dei Messapi si compie nel segno di una crescente ellenizzazione, più evidente nel 6° sec., con la nascita delle città e di un’architettura monumentale civile e religiosa, l’introduzione della scrittura e la diffusione di nuovi rituali funerari.

Nel 5° sec. a.C. i Messapi combatterono contro i Tarantini con fasi alterne; battuti intorno al 500, riportarono una vittoria nel 473 o 471. L’espansionismo tarantino continuò ad alimentare il conflitto con i Messapi: Taranto chiamò in proprio aiuto, nel 343, Archidamo di Sparta, e nel 334-333, Alessandro d’Epiro. Alleati dei Romani nella prima e seconda guerra sannitica, nella terza (299 a.C.) i Messapi si distaccarono in parte, paventando la crescente potenza di Roma. Sconfitti dai Romani nel 280 e nel 267-266, dovettero aderire alla confederazione guidata da Roma. Durante la seconda guerra punica si ribellarono, e nel 90 a.C. parteciparono alla guerra sociale, dopo la quale fu accelerato il processo della loro romanizzazione.

La lingua dei Messapi è documentata da graffiti, leggende, monete e glosse, iscrizioni in grafia greca, ed è di tipo indoeuropeo con probabili affinità balcaniche.

Messapi erano organizzati in una confederazione: “la dodecapoli messapica”, dodici città stato autonome che riconoscevano come capitale amministrativa della federazione Oria e, capitale militare della Messapia, per la sua strategica posizione, Ceglie.

Le città-stato messapiche avevano ognuna un  re e  leggi proprie, ma avevano stretto un patto di reciproco aiuto in caso di attacchi da parte dei nemici.

Le città erano cinte da mura e dominate dall’acropoli dove sorgevano i palazzi e i templi delle divinità, l’agorà rappresentava la piazza, luogo del popolo per mercati e riunioni. La polis messapica non era formata solo dalla città ma comprendeva il territorio circostante con i villaggi, gli avamposti militari e i porti, oltre a campagna destinata alle coltivazioni (vite, ulivo e fichi) e al pascolo.


Della civiltà messapica rimangono numerosi resti archeologici: sistema difensivo (specchie, fortini messapici, mura e muraglioni chiamati paretoni), necropoli oltre a iscrizioni, monete, vasi, trozzelle messapiche e reperti vari conservati in  parte nel museo archeologico a Ceglie e e a Oria  nei musei di Taranto, Brindisi, Lecce ed Egnatia .

Molte  notizie le possiamo apprendere da  scrittori greci e  latini che hanno descritto nelle loro opere  questa popolazione tra i più famosi  Erodoto e Strabone.

Ancora oggi in molte cittadine del Salento possiamo trovare  evidenti tracce della permanenza della popolazione messapica.

Alezio, Ugento, Mesagne Soleto, Nardò, Cavallino, Oria ed Otranto, offrono numerose testimonianze dei Messapi .

Il gruppo dei giornalisti sotto la guida della dottoressa Fabiana Dirella ha visitato il Parco Archeologico di Muro Tenente, una vasta area di 40 ettari,  gestita dalla libera Università di Amsterdam, e diviso tra  i comuni di Mesagne e Latiano.

La dottoressa Dirella fa parte della cooperativa Impact di Brindisi, fondata da professionisti nel settore dell’Archeologia e dei Beni Culturali e Ambientali, che gestisce tutte le attività didattiche per bambini e adulti fin dal 1990.

Nel sito abbiamo visto le mura ciclopiche che circondavano questo vasto territorio, un villaggio con tempio e due tombe a pozzo , una di un bambino, la seconda di un adulto, e la ricostruzione di una casa messapica.

 

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