Ad Aradeo l’associazione Karadrà per la riscoperta di antiche coltivazioni

L’esperienza di Karadrà nasce dalla tenacia e dall’ostinazione, unite a capacità, competenza e studio, che un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi tutti volontari porta avanti oramai da tre anni. In una proprietà divisa tra 14 soci, 6 fondatori più i volontari da 3 anni in attività sono una start-up, da segnaalre che non hanno avuto dei finanziamenti, lavorano per la “Banca del Tempo” All’interno dell’ associazione non ci sono gerarchie. Un mix difficile da realizzare in una società abituata all’ “usa e getta” al “tutto e subito”, ma esplosivo quando  si riesce a metterlo in pratica. Karadrà vuol dire “acqua che scorre e che viene inghiottita”, in riferimento ai fenomeni carsici del territorio dove i giovani salentini stanno realizzando un ambizioso e ricco progetto.

I ragazzi di Karadrà si chiamano Massimo, Enrica, Roberta, Piero, Giulia, Roberto, Vittorio, Tiziana, Lorenzo, già impegnati nell’Associazione di Promozione Sociale Arci Club Gallery che hanno  formazioni ed esperienze diverse, alcuni di loro hanno lasciato  Aradeo per motivi di studio o lavoro, ma poi sono ritornati e hanno messo a frutto le loro esperienze  .

Il sogno comune a tutti i ragazzi era di  realizzare una cooperativa sociale, che desse la possibilità di lavorare alla crescita collettiva e personale, e lo stanno portando avanti senza fretta,  avviando studi e ricerche di mercato su cosa e come produrre, in modo da dare il maggior valore possibile al proprio lavoro e alla fatica nei campi.

Nasce così l’idea della “Penda” come prodotto di punta: il pomodoro invernale, una tipica  “invenzione” del sud Italia, che permette di avere pomodori freschi per tutto il periodo invernale , e narra  nelle sfere color giallo oro  la storia della civiltà contadina e  il valore della biodiversità.

Karadrà decide di produrre il pomodoro invernale tipico del Salento nella varietà “Ponderosa”, recuperata da anziani agricoltori che  hanno custodito e riprodotto i semi, e lo fa seguendo un disciplinare messo a punto per garantire la salubrità e la qualità delle produzioni.

Il pomodoro Ponderosa è stato selezionato nel corso dei secoli per resistere alla scarsità d’acqua del Salento.

La produzione di questo pomodoro è venduto ai ristoranti locali e alle botteghe etiche,

La cooperativa  Karadrà ha riscoperto un altro prodotto tipico : lo zafferano, lo racconta un volontario appassionato a questa cultura il dott. Sergio Minerba, commercialista,  che è aiutato dalla moglie e dalla sua bimba di soli 4 anni . Il dottore- agricoltore pianta  50000 bulbi, grandi come una testa d’aglio in un campo  e a novembre raccoglie i fiori alle 6 del mattino per poi staccare i pistilli . La produzione è di solo 500 grammi che però sono molto ricercati  per la bontà  dai ristoranti del luogo.